La vertenza sindacale è uno strumento di tutela del lavoratore usato quando l’azienda viola i diritti inderogabili del dipendente previsti dalle norme.
Spesso il lavoratore per difendere i propri diritti si rivolge al sindacato per mettere in pratica la vertenza sindacale.
Adesso scopriremo come fare una vertenza sindacale e le sue principali caratteristiche.
Vertenza sindacale: cos’è
Cos’è una vertenza sindacale? La vertenza sindacale è una disputa extragiudiziale attivato dal lavoratore tramite il proprio sindacato.
Infatti, le organizzazioni sindacali hanno al loro interno degli uffici vertenze che aiutano il lavoratore dandogli consulenza per tutelare i suoi diritti.
Quando la vertenza sindacale non porta i risultati sperati, il lavoratore si deve rivolgere ad un avvocato per garantirsi il rispetto dei suoi diritti in sede giudiziale.

Vertenza sindacale: quando farla
Le possibili violazioni dei diritti dei lavoratori che possono portare ad una vertenza sindacale possono essere diverse. Qui di seguito, ecco un elenco di alcune delle possibili violazioni:
- licenziamento;
- discriminazioni;
- retribuzione inferiore ai minimi salariali o a quanto previsto nella lettera d’assunzione;
- ambiente di lavoro pericoloso per la sicurezza e la salute dei dipendenti;
- trasferimento illegittimo ad altre sedi di lavoro;
- mancata consegna della busta paga;
- mancata concessioni dei diritti dei dipendenti disabili;
- mobbing;
- molestie sul lavoro;
- somministrazione irregolare di manodopera;
- assegnazione di mansioni superiori senza il riconoscimento di adeguata retribuzione;
- mancata concessione dei permessi retribuiti e delle ferie;
- retribuzioni non versate;
- infortunio non riconosciuto;
- maternità non riconosciuta;
- trattamento di fine rapporto non riconosciuto;
- straordinari non pagati.
Vertenza sindacale: come funziona
Come fare vertenza sindacale? Per aprire una vertenza sindacale, come detto, il lavoratore si reca al proprio sindacato di fiducia ed espone le sue problematiche al funzionario dell’ufficio vertenze. Quest’ultimo, dopo aver analizzato i documenti che avrà richiesto al lavoratore per analizzare la questione, invia una lettera al datore di lavoro.
All’interno della lettera, il funzionario dell’ufficio vertenze:
- specifica la problematica sollevata dal lavoratore;
- richiede il ripristino del rapporto di lavoro secondo le norme previste.
La lettera, solitamente si chiude con la richiesta al datore di lavoro e se la richiesta non avrà un esito positivo, il lavoratore si rivolgerà alle autorità giudiziarie competenti per avere riconosciuti i suoi diritti.
Inoltre, nella lettera si indica anche un tempo entro il quale ci si aspetta che il datore di lavoro adempi alla richiesta. Se questo non avviene, il lavoratore andrà davanti ad un giudice per far valere i suoi diritti.
Vertenza sindacale le conseguenze per il datore di lavoro
Il lavoratore, dopo essersi recato al sindacato, consegnato i documenti necessari che vengono analizzati dal funzionario degli ufficio vertenze, quest’ultimo invia una lettera che ha come contenuto la contestazione della violazione di un diritto del dipendente. A questo punto, solitamente datore di lavoro e dipendente vengono convocati dal sindacato che si costituisce come parte terza ed imparziale, cercando la conciliazione tra le parti.
Successivamente, verrà stilato un verbale, positivo o negativo in base al fatto che le parti abbiano accettato o meno la proposta transattiva fatta dal collegio sindacale.
In caso di mancato accordo, il verbale verrà trasmesso al giudice se il lavoratore si rivolgerà ad un’autorità giudiziaria.

Vertenza sindacale le conseguenze per il datore di lavoro: esito positivo del verbale
La vertenza sindacale conseguenze per datore di lavoro quando l’esito del verbale è positivo: le parti e il sindacato consegnano lo stesso presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Successivamente, il direttore dell’Ispettorato o un suo delegato depositano il verbale nella cancelleria del tribunale nella cui circoscrizione lo stesso è stato redatto.
Il giudice su istanza di parte dichiarerà il verbale esecutivo e quindi produttivo di effetti con apposito decreto.
Vertenza sindacale le conseguenze per il datore di lavoro: esito negativo del verbale
La vertenza sindacale conseguenze per datore di lavoro qualora l’esito della vertenza sia negativo: il lavoratore può fare causa al datore lavoro per i diritti che ha leso presso il tribunale in funzione di giudice del lavoro.
Naturalmente in questo caso le conseguenze per il datore di lavoro saranno sicuramente le spese legali da sostenere ed in caso di sentenza negativa il risarcimento del danno.
Vertenza sindacale le conseguenze per il lavoratore
La vertenza sindacale conseguenze per il lavoratore in caso di vertenza sindacale al proprio datore di lavoro sono di natura pratica e psicologica. Non è facile per il lavoratore fare vertenza al datore di lavoro e rimanere a lavorare sul posto di lavoro. In questo caso, il consiglio del sindacato è minacciare la vertenza, cercando di dirimere la controversia prima di passare alla presentazione nei fatti della stessa.
Dopo la convocazione delle parti con i rispettivi legali, il sindacato cerca di trovare un accordo per dirimere la controversia e portare a miti consigli il datore di lavoro e ripristinando i diritti lesi. Per il lavoratore, avere una conciliazione è importante non solo per avere tutelati i suoi diritti ma anche in quanto in caso di ricorso al giudice.
Vertenza sindacale tempi: per giungere ad un giudizio ci vogliono almeno 2 anni e in più la prescrizione è di 5 anni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro per le imprese fino a 15 dipendenti e dalla data di corresponsione dell’ultima retribuzione per le imprese sopra i 15 dipendenti.

Vertenza sindacale le conseguenze per il lavoratore: i costi
La vertenza sindacale conseguenze per il lavoratore: i costi per il lavoratore sono nulli. Infatti, il sindacato offre patrocinio gratuito. Il lavoratore sosterrà i costi d’iscrizione se prima della vertenza non era iscritto al sindacato al quale ha chiesto tutela. Altro costo potrebbe essere la richiesta di perizie durante la causa, ma si cerca di evitarle.
Se il rapporto di lavoro era in nero, l’istanza viene presentata alla Direzione Provinciale del Lavoro e bisogna esibire ogni prova dell’esistenza di un rapporto di lavoro, come bonifici e assegni incassati per percepire la retribuzione e testimonianze sulla propria presenza sul posto di lavoro.