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Riders e fattorini: diritti e tutele che ancora mancano oggi 

Rider e fattorini delle consegne a domicilio hanno il proprio rapporto di lavoro con le aziende regolato ad oggi dal contratto collettivo nazionale Assodelivery con Ugl Lavoro, che coinvolge Glovo, Deliveroo e altre società del food delivery, e dall’accordo aziendale di Just Eat stipulato per i propri rider con Cgil, Cisl e Uil.

Questa categoria professionale, che ha visto aumentare la loro importanza durante la pandemia Covid-19 come lavoratori essenziali, dando la possibilità agli utenti di ordinare beni e prodotti tramite piattaforme digitali, di fatto è inquadrata come lavoratore a cottimo o che svolge lavoro di tipo autonomo attraverso le piattaforme anche digitali in base alla modalità di esecuzione dello stesso.

Due recenti sentenze del Tribunale di Milano contro Deliveroo e Uber Eats hanno stabilito il pagamento dei contributi previdenziali in favore dei loro rider in quanto essi svolgono, all’interno della piattaforma digitale che permette loro di accettare le consegne da effettuare, la propria attività lavorativa come collaboratori coordinati continuativi e spettano loro le tutele previdenziali ed assistenziali del lavoro subordinato.

Vediamo insieme cosa è stato fatto e cosa possono fare i sindacati ed il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in termini di tutele e diritti per i rider.

Diritti e tutele rider e fattorini: no al lavoro autonomo

Il Ccnl Assodelivery ha portato alla rilevazione di tutta una serie di dubbi e incongruenze che sono state notate dal Ministero del Lavoro, in merito anche alla scelta di UGL come organizzazione sindacale rappresentativa della categoria con la quale dibattere e quindi sulle modalità esecutive dell’accordo.

Infatti, sia questo contratto nazionale, che coinvolge gran parte delle imprese del food delivery, che l’accordo aziendale con Cgil, Cisl e Uil, che di fatto trasforma il lavoro autonomo occasionale in una collaborazione coordinata e continuativa ispirata al settore affine o equivalente della logistica, non riconoscono le piene garanzie in merito alla tutela del lavoro garantite dal rapporto di subordinazione.

Sicuramente, il riconoscimento di un compenso minimo orario ed un premio in base alle consegne effettuate durante l’anno sono un passo in avanti per i riders ma c’è ancora molto da lavorare e bisogna stimolare le parti sociali e le istituzione affinché si faccia di più.

Lo stesso contratto ha previsto un passo in avanti in materia di sicurezza sul luogo di lavoro riconoscendo la stipula di una assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali e sempre a carico della figura del datore di lavoro la fornitura di casco e indumenti per l’alta visibilità per i riders che vanno in bici, oltre al riconoscimento dei diritti sindacali e ad una indennità integrativa per il lavoro svolto durante le festività ed in condizioni meteo difficili.

diritti e tutele per i riders
Rider e fattorini delle consegne a domicilio hanno il proprio rapporto di lavoro con le aziende regolato ad oggi dal contratto collettivo nazionale Assodelivery con Ugl Lavoro, che coinvolge Glovo, Deliveroo e altre società del food delivery, e dall’accordo aziendale di Just Eat stipulato per i propri rider con Cgil, Cisl e Uil.

Tutele e diritti da raggiungere per i rider

Il diritto del lavoro ha inquadrato rider e fattorini come lavoratori che svolgono la propria attività con collaborazione coordinata e continuativa etero-organizzata o subordinata.

Tuttavia con il contratto Assodelivery e quello di Just Eat i diritti per i riders sono aumentati arrivando ad avvicinarsi a quelli della disciplina del lavoro subordinato e distaccandosi anche se non totalmente da quella riguardante i lavoratori autonomi.

Però, il lavoratore subordinato avrebbe diritto anche:

  • ad essere retribuito con dei minimi tabellari più consoni alle mansioni svolte e magari il salario minimo;
  • raggiungere la piena sicurezza sul lavoro;
  • alle ferie annuali;
  • all’indennità di malattia;
  • alle pause durante il lavoro;
  • incrementare la tutela del diritto alla salute dei ciclofattorini.
  • la previsione sui licenziamenti.

Inoltre, le organizzazioni sindacali e datoriali con maggiore rappresentatività  dovrebbero fare maggiore attenzione alla formazione e ad una maggiore tutela dei rider.

I diritti dei lavoratori come i riders devono trarre spunto dalle esperienze sindacali che storicamente si sono succedute nel tempo ed attraverso le associazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale riuscire a colmare il gap che permetterebbe di sconfiggere il precariato e dare le migliori condizioni di lavoro e di vita a questi lavoratori. 

 

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