Il nuovo CCNL per i settore della sanità è entrato in vigore il primo gennaio 2024 rinnova il precedente valido per il triennio 2019-2021.
Le nuove condizioni economiche e contrattuali previste dal contratto collettivo nazionale sanità firmato da ARAN, Agenzia di rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni, e dalle organizzazioni sindacali del settore riguardano il personale dirigente del comparto in merito a:
- le relazioni sindacali nell’ambito dell’informazione preventiva e consuntiva;
- cancellazione degli straordinari non pagati oltre le trentaquattro ore più quattro con il limite massimo deciso su base locale da recuperare nei dodici mesi;
- fine delle guardie a più ospedali o nosocomi sanitari;
- cambiamenti in materia di orario di lavoro, periodo di prova, meccanismo delle sostituzioni nel caso di assenza, impedimento, malattia o cessazione del titolare dell’incarico;
- aumentate le tutele per chi è soggetto a terapie salvavita e per le vittime di violenza di genere;
- una nuova indennità sanitaria non per le figure mediche e veterinarie;
- regolamentato il lavoro agile e da remoto e per l’assunzione di personale dirigente specializzando a tempo determinato;
- incrementi medi salariali di 290 euro mensili;
- arretrati al 31 dicembre 2023 tra 6.000 e 10.000 euro riconosciuti alla firma definitiva del contratto;
- aumentata l’indennità specifica veterinaria;
- introdotte le indennità di pronto soccorso e di specificità sanitaria.
Inoltre, rispetto al CCNL sanità ’19-’21, la retribuzione annua lorda dei dirigenti prevista nelle tabelle è stata aumentata a 47.015,77 euro per tredici mensilità.

Il CCNL sanità pubblica 2019-2021: le novità
Il 2 novembre 2022 è stato siglato il nuovo accordo del comparto sanità è stato siglato nella sede ARAN dai sindacati Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Fials, Nursind e Nursing Up convocate a fine ottobre.
La trattativa per l’accordo sanità ha portato alle seguenti novità per il contratto collettivo nazionale di lavoro funzione pubblica del sistema del servizio sanitario nazionale in particolare riguardanti:
- l’introduzione di un’area ad elevata qualificazione (bisogna avere laurea magistrale ed esperienza triennale) che si affianca alle altre quattro (personale di supporto, operatori, assistenti, professionisti della salute e funzionari) alle quali corrispondono i tre ruoli sanitario, socio-santario ed amministrativo tecnico e professionale con incarichi di posizione, di funzione organizzativa e professionale di tipo base, media ed elevata complessità per 5 anni;
- la nuova classificazione del personale si basa sulla valorizzazione del merito, l’impegno profuso e la maggiore responsabilità e serve a promuovere lo sviluppo professionale e valorizza i lavoratori e le lavoratrici;
- gli aumenti stabiliti in base al grado di professionalità, 91 euro medi in più per tredici mesi e 12 euro per tredici mesi per i Fondi destinati alla contrattazione integrativa;
- le nuove indennità hanno previsto un aumento totale di 175 euro medio mensile;
- il rapporto equilibrato tra aziende e lavoratori;
- il rafforzamento del congedo parentale, i permessi della Legge 104 e l’organizzazione dei turni di genitori di figli minori che fanno parte entrambi del personale del comparto;
- la mobilità sul territorio nazionale per favorire i trasferimenti dovuti a motivi di salute, ricongiungimento del coniuge o per l’assistenza dei figli minori o inabili.
Il 9 gennaio 2024 è stato sottoscritto per il triennio 2022-2024 l’ipotesi di accordo quadro per il pubblico impiego per sviluppare al meglio le trattative per il suo rinnovo.

CCNL sanità pubblico impiego: i lavoratori
Le nuove disposizioni relative ai dipendenti del SSN vuole proseguire nello sviluppo del personale e dei diritti per gli interessati.
Infatti, la sottoscrizione ottenuta dai sindacati si prefigge di rappresentare i dipendenti pubblici ed i professionisti sanitari per il loro sviluppo normo-economico ed il riconoscimento di aumenti di salari.
Allo stesso tempo, è nota la protesta del settore per l’inconsistenza delle risorse messe nell’ultima Legge di Bilancio del Governo e che non aiutano lo sviluppo della categoria e del valore del sistema sanitario.
I ministri e gli assistenti sociali dovrebbero aiutare il sistema a crescere ed a colmare i problemi del precariato, dei ritardi del pronto soccorso per mancanze di personale e per le liste di attesa troppo lunghe per l’erogazione della prestazioni e si è solo al primo passo in attesa di un percorso ed una nuova fase che porti ad interventi più strutturali.
Per saperne di più, leggi anche:
- CCNL sanità

