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La conciliazione sindacale per l’ assistenza del lavoratore

La conciliazione sindacale per l’assistenza del lavoratore è un meccanismo fondamentale per tutelare i diritti dei lavoratori e garantire una relazione equilibrata tra datore di lavoro e dipendenti. Questo processo si basa sulla negoziazione tra il sindacato e la direzione aziendale al fine di trovare accordi che soddisfino le esigenze ed abbiano in oggetto diritti a tutela del lavoratore. 

Il tentativo conciliativo può riguardare la risoluzione delle controversie tra datore e lavoratore, quest’ultimo assistito da rappresentanti del proprio sindacato, secondo quanto previsto dell’art 411 del c.p.c, designato dall’organizzazione sindacale di appartenenza.

Il risultato in sede conciliativa sarà un documento firmato dalle parti che avrà come contenuto il raggiungimento della soluzione riguardo la disputa tra il capo ed il lavoratore.

La conciliazione è uno strumento importante per risolvere controversie di lavoro e disaccordi tra le parti coinvolte, favorire un ambiente di lavoro collaborativo e garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori.

verbale di conciliazione in sede sindacale
La conciliazione sindacale offre una soluzione alternativa al contenzioso legale e può contribuire a risolvere le controversie in modo più rapido ed efficiente.

Che cos’è la conciliazione sindacale

La conciliazione sindacale è un processo attraverso il quale i sindacati i e i datori di lavoro cercano di risolvere le dispute lavorative in maniera amichevole e cooperativa.

Questo processo coinvolge negoziazioni, discussioni e incontri tra le parti interessate al fine di raggiungere un accordo che soddisfi entrambe le parti coinvolte. 

L’obiettivo principale della procedura è quello di evitare conflitti e tensioni nelle relazioni tra lavoratori e datori di lavoro e di raggiungere soluzioni equilibrate per entrambe le parti coinvolte.

Questo processo può essere reso possibile grazie alla presenza dei sindacati che rappresentano gli interessi dei lavoratori e che possono negoziare con i datori di lavoro per ottenere migliorie sul fronte dei diritti e delle condizioni di lavoro.

Essa è un importante strumento nel campo delle relazioni lavorative, in quanto promuove la collaborazione e la coesione tra le parti interessate nei conflitti lavorativi.

Come si svolge la conciliazione in sede sindacale

La conciliazione è un procedimento volto a risolvere le controversie tra lavoratori e datori di lavoro attraverso la mediazione di un rappresentante del sindacato. Questo tipo di tentativo di accordo si svolge di solito presso la sede del sindacato o in un luogo neutrale concordato tra le parti.

Durante il procedimento, il rappresentante del sindacato ascolta attentamente entrambe le parti coinvolte e cerca di facilitare un accordo che soddisfi entrambe le parti. Le discussioni possono riguardare questioni salariali, condizioni di lavoro, trattamento del personale e altri aspetti riguardanti il rapporto di lavoro.

Il rappresentante sindacale può fare domande e fornire chiarimenti per capire meglio la situazione e individuare possibili soluzioni.

Se viene raggiunto un accordo, viene redatto un documento scritto che rappresenta l’accordo tra le parti. Esso è irreversibile, secondo quanto previsto dall’art. 2113 c.c e dovrà essere firmato dalle parti presso la Direzione Territoriale del Lavoro che dovrà verificarne l’autenticità prima di depositarlo presso la Cancelleria del Tribunale competente e darne efficacia.

La conciliazione sindacale offre una soluzione alternativa al contenzioso legale e può contribuire a risolvere le controversie in modo più rapido ed efficiente.

Impugnare il verbale

Il carattere di irreversibilità del Verbale di conciliazione in sede sindacale non evita la possibilità che esso possa essere impugnato dal lavoratore. I casi che lo permettono entro 6 mesi dal deposito e che determinano l’autenticità del verbale, sono:

  • mancata assistenza del sindacalista;
  • mancato rispetto delle procedure presenti nel contratto collettivo di riferimento.

Invece, il Verbale è impugnabile dopo 6 mesi per:

  • mancata firma dello stesso da parte del lavoratore, neanche per procura;
  • redazione del verbale senza le rinunzie accordate;
  • lite non reale tra dipendente e capo;
  • consenso prestato per errore, dolo o violenza.

La nullità del verbale può realizzarsi se esso si è realizzato senza l’assistenza da parte del rappresentante sindacale e deve essere sottoscritto dal lavoratore in sede sindacale

Infatti, il codice civile afferma che la validità della conciliazione sta nella rinuncia da parte del lavoratore alla propria rivendicazione in cambio di una transazione economica, secondo quanto previsto dall’ ex art 412 c.p.c ed il verbale deve prevedere l’espresso consenso del lavoratore.

conciliazione sindacale
La conciliazione sindacale è un processo attraverso il quale i sindacati i e i datori di lavoro cercano di risolvere le dispute lavorative in maniera amichevole e cooperativa.

Quali sono i tipi di conciliazione

Esistono diverse procedure di accordo sindacale, ciascuno dei quali è finalizzato a raggiungere obiettivi specifici.

Tra queste troviamo:

  • la conciliazione giudiziale presso un giudice che ascolta le parti per pervenire ad un accordo che se non avviene porta la proseguimento della lite secondo il procedimento ordinario;
  • stragiudiziale, ovvero svolto in sedi sindacali, amministrative, presso la Direzione Territoriale del Lavoro o in commissioni di certificazione con il verbale raggiunto che deve essere valutato dal giudice di merito, altrimenti si segue il procedimento amministrativo,
  • in caso di licenziamento per motivo oggettivo è stata istituita una specifica procedura.

Ogni tipologia di accordo ha il suo scopo specifico, ma tutti hanno lo stesso obiettivo generale di risolvere i conflitti in modo pacifico ed equo. 

In sede protetta

L’accordo in sede protetta ha come obiettivo quello di garantire l’impugnabilità del Verbale attraverso la garanzia del consenso del lavoratore espresso in maniera genuina e spontanea all’interno di determinate sedi.

Tali sedi sono:

  • il Tribunale;
  • le sedi sindacali;
  • gli arbitrati;
  • le Commissioni dell’Ispettorato Territoriale competente in materia.

In questo modo, sarà possibile verificare immediatamente il consenso espresso dal lavoratore senza dover procedere al suo accertamento.

Monocratica

Il procedimento monocratico prevede la possibilità per il lavoratore di fare un esposto presso l’Ispettorato del Lavoro per difendere i propri diritti sul posto di lavoro. 

I casi di ricorso devono riguardare:

  • il rapporto di lavoro in base alla natura della qualifica ed alla sua regolarizzazione;
  • le indennità e le quietanze economiche non pagate al lavoratore;
  • somministrazione irregolare della manodopera;
  • altre irregolarità.

Il tentativo monocratico funziona come la conciliazione, ovvero le parti in causa vengono convocate da una terza parte, il funzionario dell’Ispettorato del Lavoro per trovare un accordo sancito dalla stipula di un Verbale.

Qualora questo accordo non avvenga, scatta l’ispezione presso il datore per verificare le mancanze contestate ed avere maggiore consapevolezza dei diritti per la tutela effettiva dei lavoratori.

In conclusione, l’accordo in sede sindacale non ha costi in quanto l’iscrizione al sindacato li copre tutti. Negli altri casi, i suoi costi sono suddivise tra le due parti in causa e possono comprendere l’onorario del conciliatore e le spese di mediazione e di procedura.

 

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